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Polesine

Il Polesine richiede ininterrotte e complesse opere di regolamentazione idraulica, cui già si attendeva quando la regione faceva parte della Repubblica di Venezia.

In particolare sono necessari il controllo e l'arginatura degli alvei dell'Adige e del Po, che qui sono pensili, cioè situati al di sopra della pianura circostante, la realizzazione e la manutenzione di canali per regolamentare lo scorrimento delle acque (si ricordano il canal Bianco, il canale di Loreo e l'Adigetto) e la presenza di idrovore per assicurare lo smaltimento in mare di quelle in eccesso.

Nonostante le frequenti inondazioni, talune anche disastrose (tra tutte quella del 1951, quando il Po ruppe gli argini a Occhiobello e allagò quasi tutta la regione), l'attività prevalente resta l'agricoltura (frumento, mais e barbabietole da zucchero), con la connessa industria alimentare; hanno un discreto ruolo anche l'allevamento del bestiame (in particolar modo la pollicoltura) e la pesca.

Tra i centri principali si ricordano, oltre a Rovigo e ad Adria, Badia Polesine, Lendinara e Porto Tolle.